Corrente di parole e riflessioni

di Paola Campanile

IL COBRA (”LO STALLETTO E LA RUOTA”)1994

IL COBRA

(I984-85)

I

era aspra e infocata l’idea la bambola pulsava dentro e fuori in giro

dall’alto spostata avvolta ora non so più perchè solchi foglie  dormiveglia

dentro curvi echi autunnali la morte è calda sulla griglia l’uno sull’altro

a memoria i gesti a dente di lupo

latenti sguardi sviati divorano zaffiri frange ombreggiano di brama

II

la pietra suda ingravida l’albero foggia nidi vuoti s’accosta

lezzo notturno l’abisso tortura cuori l’argilla sbatte lanmenta

la pioggia rompe le righe esonda ristagna spezza relitto vagabondissime

divine bollicine alta la febbre muove il vino - gorghi dorati - di più

la stasi la sete spoglia monda il getto

III

maschere meteore fuse letargo brucia nel seno la caduta il porto

città barbagli alla finestra vociante ridotto respira dentro frammenti

rifusa la stella rimanda l’affresco spezzato stordisce il mattino

bellezza nel ventre - bozzolo di seta - pere distanze congiure

non vogliono e si lasciano morire scanalature

nei denti un salmo

paola campanile

(fine prima parte)

dal testo: “lo stalletto e la ruota di paola campanile  EDIZIONI DEL LEONE - I PIOMBI - poesia

5 giugno 2016 Scritto da Paola | Scrittura poetica / Poesia | | Nessun commento

APOLIDE… (A mio fratello Marcello )

APOLIDE

chiedo scusa alla betulla se inconsapevole mi risvegliai nelle radici viola

dell’ulivo

chiedo scusa all’ulivo se inconsapevole mi risvegliai nella scorza bianca

della betulla

chiedo scusa al salice piangente se l’alba la cerco nel vitreo turgore

infuocate drupe

nelle ali di un piccolo seme l’azzurro pensiero a farsia bruciare inciso

- apolide -

tesoro d’accenti nell’ironia la - differenza - apostrofata con infifferenza

come tutto ciò che esiste

anch’io a distillare a resistere nella corrente del torrente verso il fiume

a riconoscere

d’infiorescenze d’amore un mare d’argentoa sferzare un cielo di sale

senza barriere

anch’io pietrificata nel moto finalmente libera nell’esplosione di suoni

montagne di profumi

paola campanile

(A mio fratello Marcello, morto a 36 anni in Australia,

dove faceva il direttore d’albergo)

Dal testo “LO STALLETTO E LA RUOTA”

di paola campanile

<EDIZIONI DEL LEONE>”I PIOMBI POESIA” Spinea - Venezia

20 aprile 2016 Scritto da Paola | Scrittura poetica / Poesia | | Nessun commento

da “Luna di fronte” di Jorge Luis Borge: QUASI GIUDIZIO FINALE

QUASI GIUDIZIO FINALE

Il mio girovago far niente vive e si scatena nella varietà della notte.

La notte è una festa lunga e sola.

nel mio segreto cuore io mi giustifico ed esalto:

Ho testimoniato il mondo; ho confessato la rarità del mondo.

Ho cantato l’eterno:la chiara luna ritornante e le guance che invogliano l’amore.

Ho commemorato con versi la città che mi cinge e i sobborghi che si straziano.

Ho detto stupore dove altri dicono soltanto abitudine.

Davanti alla canzone dei deboli, accesi la mia voce di tramonti.

Gli antenati del mio sangue dei miei sogni ho esaltato e cantato.

Sono  stato e sono.

Ho legato con salde paroleil mio sentimento che potè essersi dissipato in tenerezza.

Il ricordo di una antica viltà ritorna nel cuore.

Come il cavallo mortoche la marea infligge alla spiaggia, ritorna al mio cuore.

Stanno ancora accanto a me, comunque, le strade e la luna.

L’acqua continua ad essere dolce nella mia bocca e le strofe non mi negano la loro grazia.

Sento lo sgomento della bellezza: chi oserà condannarmi se questa grande luna della mia solitudine mi perdona?

Jorge Luis Borges

4 aprile 2016 Scritto da Paola | Scrittura poetica / Poesia | | Nessun commento

Olê olsâ! – Pierrot -

Olê olsâ! – Pierrot –

come rugginose foglie accartocciate a decantare inavvertibili penombre a sbiancare

silenzi sul lastrico sotto i piedi l’urlo

gesti lenti a far ruotare consunti intorpiditi ingranaggi intime deliranti frustrazioni

tanti – Pierrot –

dentro spesse lenti annebbiati sguardi in forse in silenzio fuori e dentro pantomima

il – disincanto – a mediare l’andirivieni

tutt’altro che facile sgarbugliare nodi mettere il becco dove non si può che tossire

- dov’è finito il festoso lunapark?

- nel portabagagli di una vecchia automobile?…riverniciato fuoco il risveglio

oltraggiato a tua insaputa

il sole cade a picco dietro le montagne e tu legnoso a evocare geometrie vertiginose

dietro l’angolo

e sulla strada ti passano davanti come proiettili febbricitanti – domani –

i – figli – i figli dei figli

ti stiri le radici contorte ingessate memorie d’asfalto nero pietrificato – altrove –

d’altronde ti perdi di vista nel perimetro

lontano dal centro sulla panchina –Pierrot – sotto un mucchio di sacchetti di plastica

la bava la tormenta di più a tenere il fiato coi denti

incubate clonate – rinascite – inconsapevoli – creature – bruciante brivido alti e bassi

come un cirro sulla luna a levitare la - panchina –

nell’oscurità un – lampo – di rugiada – Pierrrot - incurante a fischiettare vagabondo

caustico mordace sulla piazza di buonora accecante il – giorno –

nelle mani dei – ragazzi un - biglietto – sgualcito a mozzare il fiato pungente offensiva

scarabocchiate – parole –

contro l’arroganza dei potenti – prepotenti – che fingono di non vedere di non sentire

l’umanità oscurata cloroformizzata sotto gli occhi di tutti

- olê olsâ!… olê olsâ!… olê olsâ!…-

- (volere osare!…volere osare!…volere osare!…-lingua friulana) -

Paola campanile

2 aprile 2016 Scritto da Paola | Attualità | | Nessun commento

Il Richiamo…di Rainer Maria Gassen

Il Richiamo

il sentiero si consuma  nel tumulto del respiro

attraverso le onde ; canzoni del mattino sulla

muraglia bruciata. fiamme cercano la memoria.

dove tutto nuota bianco e rosso sotto la cenere.

I doni della furia per il giorno passano;

speranza lebbrosa per il tramonto

implorato; ancora una volta

risuona la notte nei timbri infuocati

Il fumo porta alla leggera una traccia

in pennacchi grigi all’orizzonte, in

scritture nere il mare si spinge sulla

montagna e dipinge le smorfie sulla pelle

Sbiadite nel vento le immagini offuscano,

fuggono per secondi nel mezzogiorno.

Rainer Maria Gassen


31 marzo 2016 Scritto da Paola | Scrittura poetica / Poesia | | Nessun commento

tutto…+dix (dedicato al piccolo Leonardo)

Tutto

“in un sol sguardo”

quante pulsanti vibrazioni

piene di fisicità

mistica l’armonia animò

vagito

nello spazio dell’attesa

rigenerante

quanta luce nell’emozione degli astanti

quanto calore nell’area dell’urgenza

nel furore

del tuo arrivo sulla terra

la tua nascita

quanta bellezza

quanta tenerezza

stupefacente

amore

nelle tue manine

nel tuo alone

l’invisibile

conoscenza

il movimento fra ombra e luce

nel profondo

la forza del tuo sogno

a divenire

paola campanile

dedicata: a Leonardo

25 gennaio 2016 Scritto da Paola | Scrittura poetica / Poesia | | Nessun commento

una finestra accesa in attesa della notte di Capodanno

una finestra accesa in attesa della notte di Capodanno

come una ladra rubo anch’io auguri di buon anno
poi penso alle emergenze sociali dovunque disattese
dolcemente scosto le tendine per -lampi clandestini-
in realtà non m’importa niente del -nuovo capodanno-
noiosamente come un film già visto -impressioni ricordi-
-lenticchie e cotechino- sul tavolo -magmatici emigmi- ovunque
nel vento del cuore fantasmi…

fantasmi di -parole e di anni surgelati
fantasmi di -amori mai vissuti
fantasmi di -diritti umani inadeguati
fantasmi di -bisogni primari universali inascoltati

paludi cunicoli per discriminazioni scalcagnati passaggi
l’orrore del terrorismo guerre torture e massacri ingiustizie
“ma che freddo!!!” farfuglia l’ubriaco sulla via precipitando
in avanti -risate e ingiurie-
ostico quell’indistinto odore di marcio affollato mercificato
un sorso di vino e una sigaretta

per un attimo -un miraggio nel deserto
per un attimo -non mi faccio mancare niente
per un attimo -qualcuno sale sulla rampa delle scale
per un attimo -anche l’anno che verrà l’aspetterà

un passaporto per imbarcarsi in quella -stella filante-
un naviglio tratto dai cigni per sentire osservare “l’altro”
per circumnavigare nel pianeta del cuore e della mente
di chi sa essere lungimirante e non lungi saettante…

nell’insieme meglio –non incrociare le braccia
nell’insieme meglio -radunare tutto il -pro- e riporlo nei vasi
nell’insieme meglio -ascoltare -il grido silenzioso- di che voce non ha
nell’insieme meglio -aldilà del bene e del male credere -nell’amore-
nell’insieme meglio -sperare in un anno postbellico e postglaciale
per tutti!!!

autore: paola campanile

2 gennaio 2016 Scritto da Paola | Scrittura poetica / Poesia | | Nessun commento

fuoco di Natale…+dix

fuoco di Natale

a cantarellare a far festa mamma marzapane di cioccolata e altro quello che c’è

a rifarsi in nessun luogo - fuoco di Natale - a raccogliere a riporre malinconia

a mugulare a tirare avanti a sbarazzarsi emigrante abbandono di un clown

lontano in giro per le montagnea dondolare un - grido - improvvisamente

tutt’ora “vedo le stelle!”intanto nell’incertezza viene la neve…

jufufui!… jufufui!…jufufui!…

a rabbrividire  il sentimento terremotato a mandarti fuori - traveggole -

di un clown

a scalmanarsi dull’orlo lungo il margine - tira e molla - un gorgo - l’amore -

latte che abbevera la - sfinge - poesie d’affetti spezzati a divampare

anni di fango - via crucis - a luccicare mari di cielo e io con le mani a scaldare

le montagne

tutt’ora - “vedo le stelle!” - intanto nell’incertezza viene la neve…

jufufui!… jufufui!…jufufui!…

addosso intontito un dato di fatto…tanto per tanto tutt’intorno - superbia -

a far bisbocce a ufo lungo il percorso intanto che vado il respiro si allontana

chissà perchè - diolovuole -nell’interlinea un po’ per il freddo tra che

son fatto di sanguemerletto d’oro e d’argento ad abbagliare - malinconico clown -

a braccia aperte

tutt’ora -” vedo le stelle!”- intanto nell’incertezza viene la neve…

jufufui!…jufufui!…jufufui!…

paola campanile

31 dicembre 2015 Scritto da Paola | Scrittura poetica / Poesia | | Nessun commento

presepe cosmico

Presepe cosmico

paesaggio animato infinite voci nell’inconcepibile - sbarre -

nell’alveolo l’oppressione

presepe cosmico nel grembo dell’universo l’infinito

baricentro

corpo intelligente evoluto fuoco dell’albero la - libertà -

ceppo per l’umanità

nel colore dei figli smarriti - vertigine di montagna

detenuta

epici microcosmi gli impulsi nel macrocosmo mutamenti

epifania - parole ed espressioni -

si avvicendano orizzonti nella luce di giorni clandestini

il sogno - sorgente di libertà -

evoluzione nell’onere del tempo scandito mondializzato

fuorvia

dimensione nell’informativa albe e illusioni mercificate

famose

misurando sogni speranze volano bassi nel vento lembi

vitali

floreali della madre terra i figli flusso riflusso pelago

anima senz’approdo

s’addentra come stilla di stelle il sangue sudore l’amore

in catene - lauda -

parte integrante desolante l’andar fuori di sé in perduti

meandri

in sintonia fuggire in difesa di ogni di tutti gli uomini

quel miraggio

nel deserto dell’anima la - nenia - senza fine motivo

conduttore un - presepe cosmico -

nell’urlo del mare uomini donne assetati di giustizia

libertà - nel ventre rinascita -

paola campanile

12 dicembre 2015 Scritto da Paola | Scrittura poetica / Poesia | | Nessun commento

il potente “lustro” della - pace - la - lûs -

Il potente ”lustro” della - pace -

la - lûs -

1

venuta al mondo sbarrasti gli occhi per cogliere la bellezza dell’universo/

nel tepore delle mammelle di tua madre/

percezione immediata fu un - oscuro smarrimento dell’anima - nella casa -/

oscura come una prigione/

si resisteva tutti i giorni alla disumanità della - guerra - nell’impossibilità/

di vedere nella luce - il senso di tutto - /

c’era nelle mura della casa quando non c’erano incursioni - soltanto spazio /

per opachi densi silenzi - /

nel sottofondo - urla dolore sangue  morte /

e paura -/

malgrado gli accidenti l’animo di tua madre di tutte le donne di quel tempo/

non si piegò mai/

2

la sua favola infinita riempiva i sogni dei suoi - fantulin - ogni sera/

ogni notte nel buio denso  coprifuoco/

non si stancava di raccontare la strana storia di una - creatura - potente/

- la lûs - il  “lustro”/

in alto nei cieli come un - punto - radiodo in tutte le direzioni/

oltre i bombardamenti/

oltre gli stenti la fame la paura  in attesa di materializzarsi/

all’orizzonte/

lucente  più  del lume dell’oro dell’argento più dell’ energia - potente /

diamante -/

nelle dense trasparenze colori  rubino smeraldo anche se nella realtà/

pietre dure/

quel potente raro “lustro” la - lûs - nel  desiderio il tempo della - libertà -/

- pace -/

3

in quei giorni oscuri per quei bambini ogni pretesto per scrutare/

l’orizzonte/

anche in una pozzanghera nelle ramificazioni delle piante  fiori/

nelle strane macchie/

sui muri scalcinati diroccati nell’alveare delle api nei nidi - vuoti -/

sopra i rami/

nella botte nascosti di soppiatto a guardare a spiare dovunque/

come poveri diavoli/

nel volo di un rapace nel cinguettio di un passero nel pigolio/

di un pulcino/

nello sguardo nelle lacrime nel sorriso di un uomo una donna/

cercavano la - lûs - il “lustro”/

quella strana creatura il racconto della madre - pandemonio!-/

- la pace - la - lûs -/

autore: paola campanile

21 novembre 2015 Scritto da Paola | Scrittura poetica / Poesia | | Nessun commento

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